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Questa sezione è dedicata ad una piccola
galleria, ad uno sguardo su alcune delle tanti arti manifatturiere
africane, divisa in due parti: l'arazzo e il batik.

Arti nobili quali l'arazzo si stanno perdendo e come accaduto in
tanti paesi, per preservarne la tradizione se ne conservano esemplari
e memorie presso gallerie d'arte o musei, come ad esempio il museo
dell'arte decorativa senegalese a Thies.
L'arazzo, dato il suo valore artistico ed economico, è oggetto
di dono tra capi di stato, uno di questi arazzi, in seguito a donazione,
è esposto nella hall dell'aeroporto di Atlanta in USA.
Anche l'Italia ha perso arti e tradizioni manifatturiere preziose
e antiche, queste arti erano diffusissime tra la popolazione di
un tempo, la gente possedeva infatti la sapienza e la conoscenza
di tradurre con le proprie mani una visione unica e superba d'inimitabile
bellezza. Ora i popoli africani stanno abbandonando, tra le altre
cose, tessuti naturali come il meulfeu, il thioup, seuru-deunk e
come gli altri perderanno una parte significativa del loro passato
e della loro tradizione.

Restano per ora, conoscenze più artigianali, quali il batik
e il bogolan, di cui è possibile vederne la lavorazione e
la messa in opera, oltre che a seguirne i corsi e a frequentarne
i laboratori. Questi sono tenuti principalmente dalle cooperative
di donne, le quali destinano una parte del ricavato al finanziamento
di corsi di alfabetizzazione.
Le cooperative di donne, sono il motore portante della società
civile, donne attive e propositive che si sono organizzate per far
conoscere le tecniche e la pratica del batik. L'associazione delle
donne di Pikine, dalla presidentessa Néné Gallé,
a Maoli ad Aminata, sono tra le promotrici dei corsi-laboratori
dell'associazione Jant-bi.
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